Il 12 Aprile 1961 l’uomo oltrepassava la Frontiera terrestre: il cosmonauta sovietico Yuri Gagarin fu il primo a varcare quella soglia, dritto nello Spazio. Di quell’uomo tutti ricordano il sorriso e la pacatezza, oltre ad una bella dose di sangue freddo.
Ripensando a quell’esperienza, Gagarin ricordava con queste parole: «Dagli oblò vedevo le nuvole e le loro ombre leggere proiettate sulla lontana e cara Terra. Poi, guardando il cielo, si risvegliò in me il figlio del colcosiano: il cielo era nero, pieno di stelle, come un campo arato e seminato di fresco. Ero felice, ma c’era in me paura quando pensavo che m’era stato affidato questo ordigno cosmico, tesoro inestimabile costato tante fatiche e denaro al mio popolo».

Io invece immagino già la situazione tra, diciamo, un migliaio di anni, quando spero che allora i viaggi spaziali saranno diventati pari ad un banale viaggio d’affari odierno, a Londra piuttosto che a Madrid:
Il papà saluta la famigliola «Ciao, scappo che sono già in ritardo…»
La mamma/compagna: «Ciao, farai tardi questa sera?»
Il marito/compagno: «Non credo… una colazione di lavoro presso la nostra filiale su Marte, ma per cena sarò già di ritorno»
I figli: «Ciao papà, ricordati che ci hai promesso che ci porterai con te la prossima volta!»

Fantascienza? Forse, ma ricordiamoci che un migliaio di anni fa i più fortunati si spostavano  a cavallo e si andava per mare con delle barche di legno di dimensioni paragonabili alle scialuppe di salvataggio di una nave da crociera dei giorni nostri…

Se tra un migliaio di anni sarà normale assistere al dialogo di cui sopra, sarà anche grazie al contributo dell’astronauta Gagarin, Eroe dell’Unione Sovietica.

 

Yuri Gagarin - 12 Aprile 1961

50 anni fa, oltre la Terra
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