Punto Informatico commenta un articolo di Peter Fleischer titolato “Foggy thinking about the Right to Oblivion“. Anche Zeus News parla del “diritto all’oblio” con un articolo a firma di Daniele Minotti.
Della questione avevo accennato anch’io un po’ di tempo fa citando un altro articolo a firma di Andrea Beggi e pubblicato sul suo blog, ma indirizzato a tutti coloro che dovessero gestire i suoi dati personali, consapevole di aver lasciato tante tracce nell’oceano di Internet, in caso di sua prematura dipartita.

L’argomento dell’oblio digitale è abbastanza serio, tanto da scomodare questa volta perfino il responsabile europeo  della Privacy di Google, che sul suo blog si pone 8 domande a proposito:

  1. If I post something online, should I have the right to delete it again?
  2. If I post something, and someone else copies it and re-posts it on their own site, do I have the right to delete it?
  3. If someone else posts something about me, should I have a right to delete it?
  4. The Internet platforms that are used to host and transmit information all collect traces, some of which are PII (Personally Identifiable Information – un sinonimo di “dati personali” ndr), or partially PII. Should such platforms be under an obligation to delete or anonymize those traces after a certain period of time? and if so, after how long? and for what reasons can such traces be retained and processed?
  5. Should the Internet just learn to “forget”? Quite apart from the topics above, should content on the Internet just auto-expire? e.g., should all user posts to social networking be programmed to auto-expire? Or alternatively, to give users the right to use auto-expire settings?
  6. Should the Internet be re-wired to be more like the human brain?
  7. Who should decide what should be remembered or forgotten?
  8. Sometimes people aren’t trying to delete content, they’re just trying to make it harder to find.

La situazione attualmente è abbastanza confusa, tanto che Fleischer conclude il suo pezzo con un laconico <Next time you hear someone talk about the Right to be Oblivion, ask them what exactly they mean. Foggy thinking won’t get us anywhere.>

Daniele Minotti tratta l’argomento dal punto di vista del “diritto di cronaca” che, nel caso citato dall’autore, metterebbe in crisi tutta la struttura di Internet in quanto il diritto all’oblio assumerebbe un carattere retroattivo, costringendo alla cancellazione di ogni riferimento a persona o cose in qualsiasi posto internettiano esse siano.

Mentre c’è qualcuno che ovviamente si premura di far sparire tracce “imbarazzanti”, c’è una moltitudine di gente che lascia una valanga di dati personali (e non solo: basti pensare ad esempio a tutti i link a foto di amici e conoscenti) su blog, forum, chat, social network, ecc. ecc. In quest’ultimo caso ritengo che a queste persone non interessi molto il diritto all’oblio, ma a tutte le persone che sono state citate nei loro spazi?
Ci sono tante disparità di vedute (e di provvedimenti annessi) per un argomento scottante sul quale sicuramente ritorneremo presto.

In caso di dipartita… #2 – Il diritto all’oblio
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