A circa un anno dalla mia sottoscrizione a “Facebook” vorrei trarre alcune conclusioni su questa avventura basandomi sullo scopo che mi ero prefisso, l’utilizzo del mezzo in generale ed i risultati ottenuti.

Intanto cito la frase che è riportata sulla pagina iniziale del sito: <Facebook ti aiuta a connetterti e rimanere in contatto con le persone della tua vita>.

Bene, date le premesse mi sono allora iscritto al social network con lo scopo di ritrovare i miei vecchi compagni di classe. Banale, no? Purtroppo dopo svariate ricerche prolungatesi  nell’arco di più giorni ho concluso che nessuno dei miei ex compagni delle Elementari, delle Medie, del Liceo e persino dell’Università era approdato a Facebook. Vuoi vedere, mi sono chiesto, che questo strumento è utilizzato in prevalenza dai ragazzi/giovani d’oggi e quindi io sono troppo “anziano” per simili avventure?

Ho quindi fatto una verifica: ho chiesto di persona a quei quattro o cinque ex-compagni che tutt’oggi ancora frequento e gli ho posto la domanda: <Perche’ non avete un profilo su Facebook?>  Le risposte ottenute sono state tra le più varie: dal “chissenefrega” al “ho altro da fare nel tempo libero” al “non trovo l’utilità” per finire con “sono già iscritto a LinkedIn per motivi di lavoro, altro non mi serve”. Tengo a precisare che le persone interpellate sono consumatrici di mezzi tecnologici: oltre al computer usano intensamente internet, posta elettronica, Blackberry,…  quasi tutto il santo giorno per lavoro ma anche per divertimento (una di queste tutte le settimane fa la spesa sui siti di commercio elettronico ed ordina persino cibi pronti da mangiare).

Nonostante il “Physique du Role” di tutti i miei amici interpellati ho avuto la sensazione che Facebook fosse visto più come un gadget, un giocattolino simpatico, insomma che non fosse percepito come qualcosa di utile per tenere i contatti, soprattutto dalle persone che attualmente usano altri mezzi tecnologici per attuare questo scopo.

Questa sensazione purtroppo mi viene confermata man mano che passano i giorni, leggendo i commenti di molte persone su svariati forum di discussione e osservando in generale il comportamento degli utenti sul social forum: la maggior parte degli interventi si limita a postare link di video  di Youtube, iscrizioni  a gruppi di interesse a volte quanto meno improbabili (“Partito del rombo: mangio, bevo, dormo e trombo” oppure “Se ero astemio ero ricco”, per citare quelli goliardici…) , commenti stringatissimi ad eventi oppure fotografie o album di viaggi. Comunque, nella maggior parte dei casi, nulla di veramente utile. Chiacchere ed ancora chiacchere.

In generale io penso comunque che una persona si “abitui” al mezzo di comunicazione che usa frequentemente e quindi digerisce male la novità, sia per innata pigrizia sia per un’effettiva difficoltà a colmare il gap tecnologico con l’avanzare dell’età (sic!). In altre parole, i giovani che oggi  utilizzano i social forum come strumento per comunicare, continueranno a farlo nel corso del tempo; non solo,  quando usciranno dei nuovi mezzi di comunicazione queste stesse persone a loro volta faranno fatica a recepirli e quindi ad utilizzarli. Oggi è facile trovare una persona anziana al telefonino, più difficile vederla alle prese con un SMS.

Altra sensazione: nonostante l’invasione dei mezzi di comunicazione, che addirittura permeano costantemente la nostra vita, la gente quando deve dire qualcosa stenta ad esprimersi oppure comunica con frasi stile “chat” o “SMS” – 128/256 caratteri al massimo.  La maggior parte poi, abituata a subire passivamente la stramaledetta televisione, usa il mouse come fosse il telecomando e fa zapping sui siti qua e là, senza troppo impegno.

Non ho toccato, per finire, l’argomento privacy: Facebook da questo punto di vista è un colabrodo. Secondo il mio punto di vista non è la condivisione dei contenuti in sè che è pericolosa, quanto il fatto che la gente è portata a raccontare fatti privati o a divulgare informazioni quando frappone un computer tra la sua esistenza ed il mondo circostante. In altre parole. il computer è pericolosamente considerato un “confidente” asettico ma le informazioni lasciate su internet fanno davvero il giro del mondo!

I siti di social network prenderanno sempre più spazio agli altri mezzi tecnologici di comunicazione, i blog in primis, questi ultimi considerati addirittura fino a poco tempo fa il massimo della modernità per condividere  i propri pensieri con le altre persone. Se i gestori telefonici si decideranno una buona volta a praticare tariffe flat davvero convenienti per le connessioni internet da dispositivi mobili, allora si assisterà nuovamente ad una rivoluzione nei costumi e le persone si sentiranno libere di condividere anche attimi della propria vita con chiunque, sulla falsariga di quello  che ora sta avvenendo in piccolo, molto in piccolo,  con Twitter.

Non getto la spugna ma continuo a rimanere in contatto con le persone della mia vita utilizzando i mezzi tradizionali, ma non troppo: ho praticamente abbandonato la posta cartacea in favore della posta elettronica e resto comunque fermamente convinto che ancora oggi un colpo di telefono è quanto di più immediato ci sia per “sentire” una persona.

Il libro delle facce
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