Sul suo blog, Paolo Attivissino ci fornisce un validissimo motivo  per spiegare come mai l’uomo si danni così tanto nell’intento di conquistare lo Spazio:

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Il commento che accompagna la foto sopra riprodotta è affascinante e merita la citazione:

Questa foto è per tutti quelli che dicono che l’esplorazione spaziale è roba da tecnici, ingegneri e altri sfigati, che non serve a niente, che prima di andare nello spazio dovremmo risolvere tutti i nostri problemi sulla Terra (pensate se l’avessero detto a Colombo) e che il rischio non è giustificato.
Questo è il motivo per cui c’è gente disposta a studiare per anni, farsi ficcare dentro un gigantesco petardo, bere la propria urina riciclata, sopportare nausea, congestione e fino a sei mesi di isolamento per poi precipitare in una palla di fuoco al rientro sulla Terra. Perché la vista dell’incomparabile bellezza di questo fragile gioiello rimane con te per tutta la vita e ti trasforma. Questo è il motivo per cui vedete luccicare gli occhi degli astronauti che sono già andati nello spazio e di quelli che ci devono ancora andare. Ad astra.

L’articolo originale si trova qui, mentre la foto a grandezza naturale si trova sul sito della Nasa. Attraverso le asperità verso le stelle; in fondo ci restano circa 5 miliardi di anni prima che il nostro sole ci ingoi: ce la faremo?

Un motivo più che valido (ovvero, “per aspera ad astra”)
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