Da un po’ di tempo a questa parte la situazione internazionale non lascia presagire nulla di buono, nonostante i due “bulli celoduristi” (Donald e Kim) si siano parlati un paio di giorni fa al vertice di Singapore – l’importante poi, in fondo,  è che si siano anche capiti…

Invece in Italia, sotto questo punto di vista, tutto sembrava filare per il meglio se si pensa che il popolo, (quasi) tutto gaudente, si stava approntando a salutare definitivamente la fine dell’epoca berlusconiana.
Mannaggia alla pupazza, chi ti spunta ancora all’orizzonte?!? Una nuova figura a dir poco ingombrante – e non mi riferisco al Matteo Salvini.

Dopo aver subito le mattane dell’omone “col gatto in testa” (Donald), ecco che da questa sponda dell’Atlantico a dar man forte nella buriana attuale si erge l’ometto “con l’ego smisurato”: il sig. Emmanuel Macron, presidente della Repubblica francese. Non riesce a star fermo – ogni tanto molla una bombetta sulla testa di qualche disgraziato – e non riesce a mordersi la lingua, elargendo dichiarazioni tanto ardite da far impallidire persino i due celoduristi di cui sopra.

Le recentissime sparate, sue e del suo seguito, a proposito della penosa vicenda dei profughi a bordo della nave Aquarius, hanno però sortito una specie di miracolo: sono riuscite ad unire l’Italia nello sdegno – dal buon Gramellini per giungere nienepopodimenoché alla sempre ruspante Alessandra Mussolini. Incredibile.

Tante grazie, anche troppe, Monsieur le Président, per questo fantastico e inaspettato aiuto a favore della causa della sgangherata unità italiana. Ora però sarebbe il caso, ovviamente da parte di tutti gli attori europei, di usare più la testa che il ventre molliccio. Già da mesi si stagliano nubi scure all’orizzonte del continente europeo – e la storia passata insegna che non è un bel presagio.

 

Nubi all’orizzonte
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