Una delle più belle definizioni che aderiscono perfettamente a quell’incredibile coacervo di nonsense al quale si è ridotta da parecchio tempo l’istituzione italiana chiamata “giustizia” (o in-giustizia), pubblicata sul Corsera a firma Massimo Gramellini:

(…) la sensazione di impotenza che tormenta Saviano e Capacchione è condivisa dai troppi italiani a cui è toccato frequentare questo teatro dell’assurdo, dove gli iniziati agli arcani della Legge accatastano parole su parole, smarrendosi in un labirinto di forme che paralizza la vita degli onesti e spesso finisce per migliorare solo quella dei furbi.

I furbi godono e gli onesti schiattano: tipico scenario dei cosiddetti film “Far West” americani, dove però verso la fine della pellicola arrivava quasi sempre “il buono” a rimettere le cose a posto – temo purtroppo che per la nostra fantozziana “corazzata Potëmkin” non basterebbe un esercito di “buoni”.

 

 

In-giustizia
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