E’ possibile scindere l’ottima performance di un artista dalla qualità audio/video disponibile all’epoca dell’esibizione? In altre parole, la valutazione artistica di un’esibizione è slegata dall’attrezzatura impiegata per realizzarla?

Evidentemente sì, ma non per tutti, purtroppo. Alcuni concerti canori ripresi con i mezzi rudimentali degli anni 60/70 (“rudimentali” se paragonati  al ben-di-dio disponibile oggi e di cui approfitta abbondantemente una larga fetta di personaggi da strapazzo che calcano il palcoscenico) sono disprezzabili per la presunta trascuratezza tecnologica ma sono assolutamente apprezzabili per la loro intensità, per la loro anima e per il coinvolgimento dell’artista che esegue la scaletta.
Tutto ciò ha ovviamente valore, a patto di avere orecchie per sentire e occhi per vedere ben oltre i limiti tecnici. Il commento che riporto qui sotto si riferisce proprio alle persone che si fermano davanti alla barricata: un utente di Youtube ne rincuora un altro per aver ricevuto apprezzamenti negativi dopo aver postato un video di Janis Joplin, sicuramente di scarsa qualità tecnica:

(…) «No worries. Those are the same superficial turds who can’t appreciate the brilliance of Bessie Smith or even Billie because the recording quality was not 2016 standards. Those are the same turds who prefer paintings that match their sofa rather than real art. Those are soulless turds. Thanks for capturing this fantastic bit of unique history. Janis didn’t just run through the same set at concerts you can find on her albums. Every time she sang a song it was a unique on the music and another sliver of her soul.»  –  (“Nessun problema. Quei tizi sono gli stessi stronzi superficiali che non possono apprezzare la brillantezza di Bessie Smith o anche Billie (Holiday, suppongo – ndr.) perché la qualità della registrazione non era al livello di quelle del 2016. Quelli sono gli stessi stronzi che preferiscono quadri in sintonia col colore del loro divano piuttosto della vera e propria arte. Quelli sono stronzi senz’anima. Grazie per l’acquisizione di questo fantastico pezzo di storia unica. Janis non ha eseguito i suoi pezzi ai concerti allo stesso modo in cui li puoi ascoltare sui suoi album. Ogni volta che ha cantato una canzone è come se fosse stata un esemplare musicale unico, come un altro frammento della sua anima.”)

Janis Joplin / Me And Bobby Mcgee [Live] 1970

 

Giusto per restare in tema di scarso impiego di tecnologia raffinata e, guarda la coincidenza, sempre a proposito di Janis, riporto anche un video di una bella performance realizzata da una cover band, purtroppo mal sostenuta dalla scarsa qualità della ripresa video e dall’audio abbastanza disturbato:

Questa è una chiara dimostrazione che la tecnologia non riesce a rovinare un’esibizione condotta col cuore. Per i più distratti, ricordo che l’estetismo musicale ha fatto e sta tuttora facendo parecchi danni…

 

Performance artistiche e tecnologia
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