Effettivamente sembra di essere ritornati ai tempi del “magico” Silvio B.: la crisi? non esiste (più). La disoccupazione? In netto miglioramento al 12%. Il lavoro? Siamo pieni di grandi progetti (déjà vu, ma va tanto di moda di questi tempi). E via di questo passo…
Del resto non ci si deve aspettare nulla di più se le informazioni vengono dettate (letteralmente) dagli organi di governo. Il caricaturista Giannelli oggi ha rappresentato così la situazione dalle pagine del Corriere della Sera:

Giannelli, Corriere della Sera 1 Ottobre 2015

Le opposizioni gorgheggiano, starnazzano, si dimenano, ma nulla di più. Tutti sono impegnati nella feroce e titanica lotta delle riforme. Nel frattempo sprechi e intrallazzi, con la complicità dei soliti (ig)noti che voltano la testa dall’altra parte, continuano imperterriti a devastare il Paese.
Se poi nessuno controlla, a cosa serve una misera riforma?
Se sono sempre i soldini a imporre la linea di governo, quale tipo di riforma consentirà di spezzare il maledetto legame denaro-potere?
Basterà l’era del post-capitalismo a modificare gli assetti attuali, come si legge nell’articolo pubblicato da Wall Street Italia? A leggere i commenti dei lettori sembrerebbe di no: siamo alla battaglia del “meno peggio”, cioè limitare i danni, in altre parole: “tirare a campà”.
Insomma, siamo alle solite.

Dal “vangelo” secondo il Matteo
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