Che barba con ‘ste storie cicliche sulla “Banda Larga” anzi, “Ultralarga”, che ogni tanto riemergono dai bassifondi dei desideri politici italiani. Ne abbiamo già parlato qui, qui e qui, tanto per citare qualche articolo.
Risultati ottenuti finora? Assai scarsini, direi: invece di continuare a frantumare le palline con una voglia di connessione ultraveloce, surrogata da spot pubblicitari dei vari fornitori che lasciano il tempo che trovano (e che assomigliano tanto ad uno specchio per le allodole), sarebbe meglio che i vari attori fornissero una connessione decente in tutta la Penisola. Non basta farsi belli dichiarando coperture a velocità paradisiache solo in alcune zone sparse dell’Italia, solitamente le grandi città. Velocità di connessione, tra l’altro, solamente teoriche e ben distanti dal limite tanto pubblicizzato…
Nonostante tutte queste tragiche premesse, palesatesi più volte in passato ed altrettante volte non mantenute, ancora oggigiorno niente ferma i desideri “impossibili” della nomenklatura nostrana, anzi, la politica rilancia: vedremo che fine farà l’ennesima dichiarazione dell’ennesimo piano strategico per la connessione dati veloce. Anzi, velocissssssssssima.

P.S.: dal mio punto di vista (ma non sono il solo) sarebbe opportuno e più “onesto” da parte dei vari attori del settore delle telecomunicazioni dichiarare una velocità media di connessione per le linee dati. In altre parole, bisognerebbe adottare un procedimento simile a quello utilizzato dai produttori di automobili quando dichiarano il consumo di una loro autovettura, basato su un percorso misto (strada urbana, extraurbana, autostrada); certo, nessuno è perfetto (nemmeno i fabbricanti di autovetture…) ma indicare una velocità di connessione media sarebbe un passo enorme nella direzione giusta: i mezzi che solcano le autostrade informatiche hanno bisogno di procedimenti analoghi a quelli adottati per i mezzi a motore che percorrono le vie d’asfalto. Last but non least, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni farebbe a tutti una cortesia destandosi dal sonno profondo (e compiacente?) in cui vive per mettere a posto queste cosette.

Basta-banda
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