C’è un problema balordo che da parecchio tempo, per fortuna in casi abbastanza rari, affligge il programma di videoscrittura più utilizzato al mondo: Microsoft Word. I sintomi di questo problema sono abbastanza bizzarri: appena si esegue l’applicativo, a volte senza nemmeno tentare di aprire un documento, il cursore sembra impazzire e mostra il simbolo di “attesa” come se il povero computer stesse eseguendo un’applicazione molto gravosa. In più, il simbolo del cursore appare ubriaco a chi lo osserva, cambiando continuamente aspetto qua e là sullo schermo.

Non bastasse questo, alla chiusura di Word ci si ritrova con il computer abbastanza impallato e l’attesa per la semplice apertura di “Esplora Risorse” sembra seguire tempi biblici o da coda agli uffici postali… La scansione del computer alla ricerca di una qualche forma virale non porta ad alcun risultato (il problema si manifesta anche su installazioni nuove di pacca), reinstallare Word o tutta la Suite di Office non risolve il problema, come pure cambiare versione dell’applicativo per installarne una versione più recente oppure una più obsoleta e collaudata (e quindi si spererebbe risolutiva). Niente di tutto ciò elencato funziona.

La causa scatenante è molto più banale e risiede nella stampante predefinita attualmente installata su quel computer. In particolare, il problema deriva dal driver incompatibile della stampante o dallo spooler di stampa bloccato a causa di quel modello di stampante predefinita. Per risolvere il guaio, a volte basta semplicemente disinstallare completamente e poi reinstallare tutti i driver della stampante (magari approfittando della questione per ricercare il software più recente sul sito Internet del produttore), altre volte basta porre come predefinita un’altra stampante eventualmente collegata al computer (una stampante virtuale per generare file PDF potrebbe andare ugualmente bene).

Per la cronaca, il problema non è da imputare alle solite maledette periferiche obsolete, anzi. Recentemente ho avuto a che fare con un caso del genere, dove sul banco degli imputati era finita una recentissima stampante a colori di casa Oki, collegata in rete locale e con la quale altri PC della medesima rete lan non manifestavano bizzarrie di alcuna natura. La soluzione è stata nel porre come stampante predefinita proprio una cara, vecchia, stampante multifunzione Canon a getto d’inchiosto. Ah, le meraviglie dell’informatica vissute sulla propria pelle…

Microsoft Word e il cursore “impazzito”
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