Tecnologia, sempre di tecnonologia parlo, comunque non solo dal punto di vista tecnico ma come strumento essenziale, come volano indispensabile per l’economia e quindi mezzo fondamentale per il lavoro e l’occupazione (una manna dal cielo or come ora). Non sono solo io il “fissato”, anzi, il gruppo di fissati è abbastanza folto e comprende il giornalista Gian Antonio Stella. Il quale scrive sul Corsera un articolo non molto lusinghiero sulla situazione internettiana nel Belpaese (e te pareva, ma non avevate dubbi, vero?):

«(…) Ora, se il Web servisse solo ai ragazzini per dibattere dei tatuaggi preferiti o alle amanti della tisana per consigliare la menta piperita, poco male. Il nodo, come dimostra un’analisi di MM-One Group su dati Eurostat, è che la Rete è sempre più un volano per l’economia. Il fatturato delle imprese europee ricavato dal Web nel 2013 è stato in media del 14%. Ma la Gran Bretagna e la Slovacchia sono già al 18, la Repubblica ceca al 26, l’Irlanda al 31%: quasi un euro su tre, a Dublino e dintorni, arriva via Internet. Noi siamo al 7%: la metà o meno delle altre europotenze. Per non dire del turismo, che vive un boom spropositato a livello planetario ma che solo parzialmente ci sfiora nonostante il nostro immenso patrimonio culturale, paesaggistico ed enogastronomico.»

Già, dove vogliamo andare oggi come oggi, se la tecnologia non viene sviluppata ed incentivata adeguatamente in Italia? Cosa possiamo dire ai turisti che (nonostante tutto e nonostante la scandalosa trascuratezza in cui versano la maggior parte delle opere d’arte) si ostinano a venire da noi e rimangono scioccati dalla lentezza della rete Internet, abituati a ben altre velocità nei loro Paesi di origine? E non si venga a dire che la nostra è una nazione morfologicamente difficile: fiumi e montagne ce li hanno un po’ tutti, senza parlare di Svizzera ed Austria.

Manca la volontà, manca un vero interesse o, perlomeno, manca “l’interesse”: gli omini che dovrebbero decidere in tal senso non riescono ancora a cogliere il profumo dei soldini da questo genere di business. Forse perchè la tecnologia consentirebbe di tenere maggiormente sotto controllo la spesa? Forse perchè in tal modo i soliti furbastri dello spreco e delle ruberie pubbliche non avrebbero vita facile? Poveri noi, senza futuro, in mano a gente simile.

La menta piperita
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