Prendo spunto dall’articolo di WSI e cito paro paro: il debito pubblico italiano raggiunge un nuovo record (l’ennesimo – Campioni del mondo!, altro che mondiali di calcio in Brasile…), pari a qualcosa come 2.146,4 miliardi di euro. Il tutto è scritto nel rapporto mensile elaborato dalla Banca d’Italia, “Finanza pubblica, fabbisogno e debito”: più che un Bollettino statistico sembra un Bollettino di guerra.

Soluzioni ce ne sono (eccome) ma non viene preso alcun rimedio serio. Sottoscrivo in pieno quello che dice nei commenti l’utente “Theoden”, uno dei più pacati, nel quale non si chiede l’intervento di uno spirito guida divino (o Nobel dell’Economia, secondo alcuni) e nemmeno l’impiego di un plotone di esecuzione per i responsabili birichini (non basterebbero le munizioni, anche se ci aiutassero gli americani col loro arsenale), ma un utilizzo sapiente quanto deciso delle “forbici”:

Non ci vuole certo un premio Nobel in Economia per capire che, se il bilancio dello Stato è in deficit (fosse anche nel 3% tanto osannato) automaticamente genera continuamente nuovo debito pubblico. Perché l’Italia possa ridurre il debito, è necessario che il bilancio dello Stato sia in positivo.
Sono inutili anche le “privatizzazioni” che assomigliano sempre più a svendite. Se io Stato ho un debito di 2.000 mld, non risolvo nulla vendendo un’azienda per qualche miliardo… ottengo solo di privarmi di aziende strategiche, facilitando qualche capitalista d’assalto.
L’unica soluzione è tagliare le spese improduttive e gli sprechi, per recuperare risorse e investire seriamente in istruzione e ricerca, facilitare l’impresa e la produzione, in modo che possa aumentare il pil, riducendo il famose rapporto con il debito e dal flusso di tassazione si possa ridurne lo stock.

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Aggiornamento del 16/06/2014

Un’articolo di Paolo Cardenà pubblicato oggi su WSI riassume in un grafico l’andamento del rapporto Debito/PIL con le balle, pardon, le previsioni snocciolate dagli ultimi governi succedutisi in Italia. Ne avessero imbroccata una…

Andamento rapporto Debito/PIL

Il bollettino di guerra
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