Un articolo apparso oggi su WSI, inerente il nuovo tristissimo primato raggiunto dal debito pubblico italiano – 2120 m-i-l-i-a-r-d-i di Euro, roba da far tremare i polsi e far venire il cagotto perpetuo, mi dà lo spunto per effettuare questa sintesi (rubando anche qualche commento postato in calce all’articolo medesimo:

Il debito aumenta perchè ogni anno l’ammontare delle spese risulta superiore a quello delle entrate – fin qui pochi dubbi.

Il debito pubblico viene definito come la differenza tra le tasse e la spesa pubblica. Quando lo Stato vuole realizzare opere o erogare servizi per la comunità, utilizza i soldi che riceve da tutti i cittadini sottoforma di tasse: siccome lo Stato spende più dei soldi che ha a disposizione, allora si indebita con soggetti terzi generando il famigerato debito pubblico.

Il debito pubblico tende a crescere perchè serve anche da volano per far espandere l’economia e la produzione. Ma un debito pubblico elevato è indice del fatto che un Paese sta “vivendo” in una condizione che non può permettersi.

Nel caso specifico dell’Italia, da tempo ormai immemorabile manca un “manico” adatto per tenere sotto controllo la spesa. Del resto cosa si può pretendere da un Paese che nel corso degli anni ha tenuto in piedi carrozzoni inefficienti e mangia-soldi  come  Montedison, le 3 BIN (le banche interesse nazionale, cioè Banca Commerciale Italiana, Credito Italiano e Banco di Roma), la compagnia di navigazione Tirrenia, le Ferrovie dello Stato, Alitalia, ecc. ecc.,  che sono poi (guardacaso) enormi serbatoi di voti per i nostri stramaledetti politicucci?

Mio commento: i dirigenti pubblici sono da riformare, da spedire tutti quanti ad un bel corso intensivo di norme comportamentali e di gestione aziendale. Non si può continuare a tenere gente che non sa amministrare manco una scorta di polizia, assegnandola a gente ridicola (tanto per “fare una gentilezza” – certo, “tanto paga sempre Pantalone”).

P.S.: tra le pieghe dei commenti all’articolo di WSI si fa menzione di soluzioni drastiche per la risoluzione, se non di tutti, almeno di parte dei problemi. Se va avanti così ci arriviamo – la Storia si ripete.

Il debito pubblico italiano
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