Riporto i commenti di tre utenti a margine di un articolo del Corsera di qualche giorno fa, nel quale si intervistava una ricercatrice italiana che ha avuto successo all’estero grazie ad una scoperta interessante (ma pensa… lo “strano” sarebbe stato se avesse avuto successo in Italia). I lettori disquisiscono sul modo di vivere nostrano in rapporto a quello della maggior parte dei cosiddetti Paesi occidentali, Nord America compreso:

Lettore_5425113 26 aprile 2014 ore 13:50
Non ero cosi’, ma alla fine mi sono arreso all’evidenza e ho dovuto dar ragione a chi me lo diceva. Siamo un Paese irriformabile perche’ la mentalita’ e lo spirito sono sbagliati e incardinati nella “forma mentis italica” da secoli ormai. Un modo di vedere la vita esemplificato da certe zone di camorra: ville con rubinetti d’oro dentro casa e mondezzaio e caos fuori dal cancello.

WhiteBluesBrother 26 aprile 2014 ore 15:37
Bravissimo 5425113, la penso come te, virgole e spazi compresi. A cominciare dalla storia del cassonetto (sembra tu viva nel mio palazzo, la storia è identica) per finire alla angosciante scena della casa nelle terre di camorra. E il bello che c’è qualche genio spaziale che osa pure contraddirti! Ma cosa altro deve accadere perché la gggggggende si desti dal coma da zombie che la pervade da decenni?

atomic 26 aprile 2014 ore 16:40
Tutto dipende da dove la gente pone il confine (fisico) tra cio che è suo e ciò che “degli altri”. Nel sud (che conosco bene) il confine è l’intonaco interno delle case (pavimenti in marmo ma esterno con i mattoni a vista). In centro Italia il confine è l’intonaco esterno delle case (case intonacate ma 100 antenne sui tetti) al nord il confine è la recinzione della casa (giardini perfetti ma erbe alte due metri dall’alta parte della strada. A lugano il confine è a Brogeda. Non ci sono antenne sui tetti (antenna centralizzata a livello comunale) e se butti una carta per terra vieni subito ripreso. Gli italiani non capiscono e pensano che siano dei pazzi, ma la verità è che se a Lugano butti una carta in strada è come se la buttassi sul marmo lucido del soggiorno roccocò con bambolina sul divano e gondola con ballerina e carrilon di una casa del sud, semplicemente a Lugano le strade a i parchi sono casa loro. E voi dove ponete il Vs confine?

Aggiungo il mio commento: ho visto troppe volte tirare le righe dei confini privati “col gessetto” e guai a superare la linea di demarcazione! Uno dei nostri più grossi problemi è il provincialismo imperante, tanto che l’italiano medio si ostina tuttora a vivere confinato in una bolla spazio-temporale che rappresenta un modello obsoleto: il feudalesimo. Per noi italici il periodo feudale non è mai terminato e ancora viviamo tra baronati, viscontadi, contadi, marchesati, ducati e altre mille estensioni feudali, magari inventate di sana pianta giusto per il gusto di rompere le balle al vicino!
Del resto, anni fa siamo riusciti ad abolire (diluendola poi all’interno di altri spazi, il che equivale a cancellarla) una materia scolastica che avrebbe potuto rappresentare almeno un lenitivo per codesta situazione: educazione civica.

La “forma mentis italica”
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