Abbiamo le ossa rotte. Possediamo il più forte “partito della spesa e delle tasse” in circolazione in Europa ed anche oltre. Non si sente l’odore di un benchè minimo taglio alla colossale spesa pubblica. Viene difeso l’indifendibile senza pudore, sfidando bellamente il ridicolo (vedi la questione delle Aziende municipalizzate di Roma, finita in una bolla di sapone: paga Pantalone, come al solito). Basta?

Angelo Panebianco nel suo articolo di oggi parla di “maggioranze inconfessabili” , di cose da fare assolutamente ma che non vengono fatte a causa soprattutto delle Lobby nostrane “della spesa pazza” (indovinato: tanto paga sempre il solito Pantalone). Le medesime maggioranze sono così brave, invece, da meritarsi i complimenti di Peter Praet, capo economista alla BCE, perchè ora i conti italiani sono in ordine; c’è solo un piccolo dettaglio, come riporta giustamente il Panebianco: lo abbiamo fatto a colpi di tasse anzichè di tagli. «Moriremo per asfissia da tasse ma con i conti (forse) in ordine. Sono soddisfazioni» conclude il giornalista. E poi qualcuno, lungo tutte le vicissitudini tributarie d’Italia, ha mai visto una riduzione delle tasse una volta passato lo spaghetto? Quando le ossa sono rotte e non si riesce più a portare a casa la pagnotta da mangiare allora iniziano a volare i ceffoni: questo invece lo dice La Storia.

E il nostro “caro leader”, Enrico Letta, che dice? Oggi in tarda mattinata era in programma la conferenza stampa di fine anno, ovviamente ricca di dichiarazioni ad effetto (nulla di nuovo: è da quando si è insediato che il premier italiano dichiara tante cose). Una su tutte: «La fatica sociale è stata evidente a tutti, è il cuore della vicenda che abbiamo davanti e alla quale stiamo dando risposte».
Ma perbacco, che sforzo… Di fronte a siffatta frase verrebbe da proferire: “Egr. sig. Letta, ma è sicuro-sicuro che il disagio sociale sia ben presente nel vostro cuore e non solo nel vostro portafogli?”. OK, l’ho detto.

Belle soddisfazioni
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