Sottotitolo: «A parole son bravi tutti quanti»
Lampedusa è sempre nel centro del mirino, a causa della tragedia dei migranti in fuga dai Paesi d’origine per i più svariati motivi e che approdano in Europa dalla porticina offerta loro dall’isola italiana.
L’ultimo caso che sta montando in questi giorni riguarda le condizioni di trattamento dei migranti riservatogli dagli addetti del centro d’accoglienza. Ora, già chiamarlo “centro d’accoglienza” è di un’ipocrisia bella e buona, ma occuparsi del problema di questa povera gente ad orologeria, cioè quando capita una tragedia o quando passa un video ad effetto in televisione, mi pare un po’ troppo. Tutto questo perchè, così come è stato regolarmente fatto nel passato, del problema ce ne si occupa in larga misura “a parole”:

  • Lampedusa: in fila, nudi e al freddo – La disinfezione choc dei migranti. Il sindaco parla di immagini da «campi di concentramento». Il presidente della Camera: «Indegno di un Paese civile».
  • Caso Lampedusa, Ue minaccia stop aiuti – Malmstrom: «Inaccettabile, aperta indagine». La commissaria annuncia: «Procedura infrazione per assicurare rispetto standard Ue»

Leggendo i commenti dei lettori, una buona fetta in sostanza si chiede: ma la Sig.ra Boldrini e la Sig.ra Malmstrom hanno ben presente la situazione dei vari centri di accoglienza, non solo ovviamente di quelli italiani? Se la situazione nel corso del tempo è praticamente sempre la medesima, sorge il sospetto che i fiumi di parole profusi senza risparmio dai vari politici/politicanti/commissari/addetti-a-non-so-che non siano serviti a molto, ma occorra qualcos’altro. Ma questo scommetto che lo sapevate di già… Situazioni del genere, dove un generale rimprovera il soldato con parole tipo “è colpa tua se abbiamo perso la battaglia!” lasciamole ai teatri d’avanspettacolo.

Ipocrisia alle stelle
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