Continua ormai da qualche giorno la cosiddetta “protesta dei forconi”, tra blocchi stradali, proteste come conseguenza dei blocchi stradali, dichiarazioni colorite di alcuni personaggi e disordini scatenati dai soliti facinorosi. Il disagio esiste, come ripetuto abbondantemente da moltissimo tempo da ogni mezzo d’informazione, ma le risposte che nel medesimo lasso di tempo sono pervenute dagli organi di governo sono state scarsine (per utilizzare un vezzeggiativo), o perlomeno così sono state percepite dalla maggioranza della gente. Tra queste risposte si inserisce la dichiarazione del Ministro dell’Interno, Angelino Alfano:

«C’è stato un fronte violento che ha violato le leggi. Comprendiamo il disagio sociale, sentiamo sulla pelle la sofferenza della povera gente, ma al tempo stesso non abbiamo alcuna esitazione nel dire che […] intendiamo difendere la libertà dei cittadini italiani di vivere in sicurezza, dei commercianti di tenere alzate le saracinesche, degli autotrasportatori che hanno raggiunto un accordo col governo»

Caro Sig. Ministro dell’Interno, casomai Voi amministratori non ve ne foste ancora accorti, la “comprensione” non basta più: per rimuovere il disagio bisogna battere sul solito chiodo (che ai vari governanti succedutisi negli ultimi tempi proprio non entra in testa): stimolare il mercato del lavoro, ma quello “vero”. Di schiavi moderni, ridotti a lavoretti temporanei un po’ qua ed un po’ là, ne abbiamo a sufficienza. E gli schiavi non servono a rimediare alla catastrofica situazione del Paese ma solo ai soliti furbastri che pescano nel torbido. Una volta ripartito il mercato del lavoro ripartirà l’economia e tutto il resto seguirà a catena. Ora c’è pure il Sig. Matteo Renzi a far da pungolo al governo, chissà…

Deriva ribellistica
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