E alla fine arrivò anche la cosiddetta “legge di stabilità”, partorita dal governo Letta. Come è stata presa dalle principali organizzazioni sindacali e da Confindustria? Male direi, a giudicare dai commenti riportati da vari organi di stampa:

  • Legga stabilità bocciata. “Mancato il coraggio”
  • Legge di Stabilità, cifre sull’acqua
  • Stabilità, Squinzi: «Serviva più coraggio» – I sindacati uniti: «Noi pronti allo sciopero»
  • Manovra, Cgil-Uil per lo sciopero 6,5 mld di imposte in più nel 2014

Certo, mettere d’accordo sindacati e imprese è sempre stata “un’impresa” (scusate il gioco di parole). Tra tutti i commenti, a mio avviso l’editoriale di Enrico Marro sul Corsera è quello che sicuramente fotografa meglio la situazione: ci voleva più coraggio e ridurre le tasse piuttosto che aumentarle (anche tenere le tasse invariate non avrebbe sortito alcun effetto: la misura è colma, soprattutto all’interno delle famiglie). In più non si vede uno straccio di provvedimento per RILANCIARE LA CRESCITA. Insomma, “Una legge di Stabilità all’insegna del «vorrei ma non posso»” come dice giustamente il Marro, cioè ancora una volta una manovra sulla falsariga delle tante che si sono susseguite negli ultimi lustri.

Il governo continua a dormire. Si sveglierà, almeno, quando inizieranno a partire le prime cannonate?

Il coraggio che manca
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