Il Popolo, inteso come insieme dei cittadini rappresentanti una Nazione, ha sempre ragione? Non sempre, soprattutto quando le ragioni arrivano più dalla pancia che dalla testa. Ce lo spiega Gian Antonio Stella in un articolo apparso sul Corriere della Sera. E quando accade che i politici si fanno prendere la mano dalla “voce del popolo”? Quando non sono capaci di decidere, cioè di utilizzare la funzione per la quale sono stati eletti: la rappresentanza. Il succo del discorso è questo: la voce dei cittadini va sempre ascoltata, in qualsiasi posto, in ogni ambito. Ma alla fine un dirigente politico che si rispetti tira le somme di ogni opinione espressa e prende le sue decisioni, che a loro volta andranno discusse in Parlamento. Tutta questa tiritera conduce al meccanismo chiamato “rappresentanza parlamentare”. Quando funziona.

Le cose da noi stanno in maniera diversa e ogni qual volta c’è da prendere un strada precisa si scatena l’inferno e le opinioni si accavallano al limite dell’ammucchiata porno-politica. Il pezzo del giornalista è pieno di riferimenti, a volte al limite del ridicolo, che partono quasi obbligatoriamente dalla “madre” di tutte le consultazioni collettive, quella effettuata un paio di millenni fa dal Prefetto della Giudea Ponzio Pilato: «Quale dei due volete che vi liberi: Barabba o Gesù?».
Sappiamo poi tutti come è andata a finire.

L’ammucchiata nazional-popolare
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