Una volta c’erano i virus a riempire le noiose giornate degli addetti del settore informatico. In questi ultimi mesi, invece, non passa giorno senza che metta mano ad un computer infestato dalle cosiddette “toolbar”, quelle simpatiche barre orizzontali che si piazzano nella finestra del browser internet e che dovrebbero contenere i collegamenti ai programmi/siti internet più utilizzati.
Dovrebbero, appunto.

In realtà c’è gente che colleziona questi menu aggiuntivi – ho trovato PC con 7/8 toolbar installate – e come diretta conseguenza la finestra utile del programma di navigazione si riduce a pochi centimetri d’altezza, costringendo l’utente ad intravedere le pagine web.
Ma questo è ancora niente…

Le toolbar servono soprattutto come mezzo per veicolare la pubblicità sui siti internet e quasi tutti i programmi gratuiti ne contengono una. Spero che gli sviluppatori del software prendano almeno qualche soldino da tutto questo ambaradan.

Comunque, quando la folla di barre sponsorizzate inizia a fare “baccano” ed ogni toolbar cerca di prendere il sopravvento sull’altra, ecco allora che l’utente del computer si accorge di non essere più lui a comandare il mezzo informatico …ma di essere lui stesso “comandato”: le varie “Ask”, “Facebook”, “MSN”, “Skype”, “uTorrentBar”, “Radio”, “Websearch”, … per non dimenticare le gettonatissime “Google”, “Bing”, “eBay”, “Yahoo” – si manifestano tutte insieme in un ingorgo di bit impazziti che non fanno altro che impallare il povero PC.
Basta, non ne posso più!

Toolbar
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