The End – un po’ di statistiche

Come già preannunciato poco tempo fa, il portale Feis-ciuk è giunto al suo capolinea. Mi pare giusto chiudere questa esperienza riportando qualche dato sull’uso del sito, partendo dal 2008 e proseguendo in ordine cronologico:

 

Si nota subito che c’è stato un ovvio aumento del traffico dati generale fino al 2016: se non erro, nel 2017 sono state colpite ed affondate alcune botnet che seminavano spam a destra e a manca. Nel 2019, comunque, il numero di pagine visualizzate è ripartito a crescere.

Per quanto riguarda i motori di ricerca che hanno scandagliato il portale, “Googlebot” l’ha fatta da padrone fino al 2012 mentre a partire dal 2013 è “Bingbot” a prendere le redini del comando. “Msnbot”, “Baiduspider”, “DotBot” e compagnia varia hanno avuto un ruolo nettamente minoritario.

Per quanto riguarda le nazioni dei visitatori, l’Italia la fa da padrone e a seguire ci sono Russia, Germania, Cina e Ucraina. La maggior parte delle provenienze, comunque, è di “origine sconosciuta” (probabilmente dovuto a servizi di anonimizzazione o alle botnet di cui ho accennato sopra – infatti è stata registrata una valanga di accessi che si sono consumati nel giro di pochi secondi).

Per finire, il sistema operativo più utilizzato è stato Windows nelle sue varie incarnazioni di questi anni, Linux/Macintosh/IOS/Android sono in quota nettamente minoritaria.

Spero che il portale sia stato utile a qualcuno, almeno per i (pochi) articoli tecnici che sono riuscito ad assemblare.
Un caro saluto a tutti

EB

 

 

Un assemblaggio da incubo

Come si riconoscono i prodotti informatici ben ingegnerizzati da quelli “scarsi”? Un buon indicatore è sicuramente il conteggio del numero di viti utilizzate per tenere assieme il tutto.
Asus è un marchio abbastanza famoso che, tra l’altro, costruisce componenti OEM e quindi dovrebbe garantire un certo standard costruttivo: purtroppo non dimostra queste qualità nella fabbricazione della propria linea di notebook, come da immagine sotto riportata:

Fondo di un notebook Asus con relativa varietà di viti

Ci sono ben cinque viti di lunghezza diversa, su un totale di dodici, che fissano il fondo del notebook al resto dello chassis: per poterlo rimontare correttamente è necessario ricorrere ai riferimenti adesivi di fianco ad ogni foro…
Dai Asus, sono sicuro che puoi fare di meglio! Magari in un futuro non troppo lontano.

 

 

 

C’è un inizio, c’è (sempre) una fine

Come ogni cosa a questo mondo, materiale/immateriale, organica e non che sia, l’esperimento “Feis-Ciuk” è giunto al capolinea.
Senza stare a dilungarmi troppo su cose tediose, il portale per me è stato un punto di incontro e un armadio con tanti cassetti per riporre idee, citazioni e quant’altro mi passasse per la testa. E’ stato anche e soprattutto un contenitore per articoli scritti da persone che avevano ovviamente destato un mio interesse.
Nelle prossime settimane pubblicherò delle statistiche che illustreranno nel miglior modo possibile l’andamento dei contatti ricevuti dal sito.

Per ora è tutto (breve e conciso, as usual)

 

Scintille e bla bla bla

Lo scontro generazionale scalda gli animi da svariati lustri (si pensi agli anni ’60 del 1900 e ai vari movimenti che scossero la scena mondiale del periodo). In questi giorni sugli organi di informazione è tornato in auge il tema ambientale, complice la presenza in Italia dell’attivista Greta Thunberg.

Il caricaturista del CorSera rappresenta in questa maniera l’incontro tra la Thunberg e il nostro Presidente del Consiglio Mario Draghi sull’edizione odierna del giornale:

Vignetta Giannelli - Corriere della Sera 01/10/2021

Sempre sulle pagine odierne di questo quotidiano, la rubrica “Il caffè di Gramellini”, curata dal noto giornalista, prende spunto dall’incontro/scontro tra i due protagonisti della vignetta per parlare delle diverse visioni della vita tra i giovani e gli adulti:

L’incontro milanese tra Mario Draghi e Greta Thunberg è l’ultima puntata dell’eterno confronto adulti-adolescenti. La fretta è connaturata alla gioventù, che, proprio perché ha tutto il tempo che vuole, non intende trascorrerlo dentro lo schema costruito da chi l’ha preceduta. Pretende «tutto e subito» e crede nelle parole solo quando sono seguite dall’azione. Altrimenti, come Greta, le considera un «bla bla bla». L’adulto ha una visione inevitabilmente diversa. Immagina i cambiamenti, ma non pensa che toccherà a lui goderli né subirli: il suo destino è di lasciarli in eredità. Le smanie e le delusioni giovanili gli hanno insegnato che il «bla bla bla» talvolta è necessario per mediare tra interessi ed esigenze contrastanti. Il «tutto e subito» non è dato in natura, tantomeno in quella umana: ogni cambiamento (adesso si dice «transizione») si lascia indietro delle vittime e persino la giustizia climatica invocata da Greta con sacrosanta veemenza può rivelarsi un’ingiustizia per tanti individui impreparati, se non si afferma con gradualità. Da millenni l’adolescente replica all’adulto che non c’è più tempo per la gradualità, e da millenni l’adulto risponde che un po’ di tempo c’è sempre e che ancora una volta la notizia della fine del mondo potrebbe rivelarsi lievemente esagerata.

Si tratta di un gioco delle parti utile a tutti: senza la moderazione dell’adulto, l’umanità sarebbe in mano ai fanatici, ma senza la frenesia dell’adolescente sarebbe ancora in cima agli alberi.

Al di là delle perenni differenze di visioni di generazione in generazione, un tema non è mai stato toccato troppo a fondo riguardo la salute del nostro pianeta: noi umani siamo “troppi” e sempre in costante aumento: siamo molto peggio di una temutissima invasione di cavallette, mentre le risorse naturali messe a disposizione da questa meravigliosa palla azzurra che si muove all’interno del Sistema Solare sono in costante declino.
Dove vogliamo andare così? Non vedo grandi cambiamenti in vista riguardo la popolazione mondiale e non voglio evocare guerre mondiali per falciare miliardi di poveracci (sarebbero un altro disastro ecologico, forse definitivamente letale per l’ambiente), quindi prepariamoci per un futuro denso di grossi problemi…

 

Cercasi esperto, anche dilettante

Che l’informatica non sia in cima ai pensieri della gente è cosa ampiamente risaputa.
Che l’informatica (intesa come l’insieme di hardware + software) da parecchio tempo permei il vivere comune è anch’essa cosa nota (anche se poco presente nella testa delle persone, soprattutto perché molti aggeggi sono invisibili ad occhio nudo).
Che dell’informatica non freghi niente a (quasi) nessuno e, anzi, spesso sia più un fastidio che un aiuto nello svolgere le mansioni, anche questa cosa è arcinota.

Viste le premesse, spesso capita che di fronte ai problemi la gente brancoli nel buio ed entri nel panico. Quando non si sa da che parte sbattere il cranio, di solito arriva in soccorso l’amico “che ne sa di più”; nel caso delle aziende, si sollecita ad intervenire celermente il povero tecnico informatico, al quale poi tocca sorbirsi tutte le rimostranze del cliente per colpa di “questi computer che non funzionano mai”.

Al di là di queste cose, mai mi era capitato di leggere un messaggio del genere:

"Cercasi esperto, anche dilettante"

 

Or dunque: il problema “è grave” => sono “disperato” => mi serve “un esperto di informatica” per togliermi dai guai. Ma perché dovrebbe andar bene anche un “dilettante”?!?
Ovviamente tutta questa tiritera è stata messaggiata ad uno del mestiere. O forse no…

 

Scorci di Lecco – Agosto 2021

Metti una calda sera di agosto in giro per Lecco. Nelle zone interne della città non si incontra quasi anima viva, mentre ci sono i soliti assembramenti sul lungolago (voglia di evasione post vaccinazione anti-Covid?).
Queste sono alcune immagini di un sabato di agosto 2021, intorno alle ore 22, complice anche una splendida luna piena:

Lungolago di Lecco, vista verso il Monte Barro

Lungolago di Lecco, la luna piena fa capolino nei pressi del Monte San Martino

Lungolago di Lecco, la ruota panoramica installata nei pressi della Canottieri

Quando l’onda si frange

Il moto ondoso e le correnti di risacca hanno il brutto vizio di trascinare con loro i detriti che galleggiano in acqua. Se le spiagge sono mantenute abbastanza pulite, specie – giocoforza- nei luoghi di villeggiatura, la stessa cosa non si può dire per i porti: ovunque ci sia un approdo ecco spuntare la rumenta… uno schifo.

I frangenti si abbattono sull'approdo e trasportano la sporcizia

La sporcizia si accumula "indisturbata" negli angoli

Un pochetto di attenzione in più non guasterebbe ed eviterebbe di far storcere il naso ai passanti.

Ingrati

È sempre bello osservare le persone che si preoccupano tanto per la nostra salute e che impartiscono tanti utili consigli per conservarla al meglio. È invece meno bello, per me, rilevare come certi consigli arrivino da persone agiate (come minimo, oltre che “fortunate”) che accumulano una montagna di danari anche e soprattutto grazie ad un nugolo di sponsor che lor signori giudicano malsani…
Mi riferisco al “povero Ronaldo”, campione della nazionale portoghese di calcio, che al grido di  «Acqua, bisogna bere acqua» allontana dal tavolo la bottiglia di una famosa bibita gassata – pare che il marchio interessato ci abbia smenato un sacco di soldi per questa pubblicità negativa.
Mi riferisco anche “all’indigente Pogba”, campione della nazionale francese di calcio, che ha fatto sparire dal tavolo la bottiglia di una famosa marca di birra – qualcuno dice “per motivi religiosi”, visto che il calciatore è di fede musulmana.

Mi piacerebbe vedere questi gesti da parte di persone disinteressate, ma forse non se lo potrebbero permettere.