Cercasi esperto, anche dilettante

Che l’informatica non sia in cima ai pensieri della gente è cosa ampiamente risaputa.
Che l’informatica (intesa come l’insieme di hardware + software) da parecchio tempo permei il vivere comune è anch’essa cosa nota (anche se poco presente nella testa delle persone, soprattutto perché molti aggeggi sono invisibili ad occhio nudo).
Che dell’informatica non freghi niente a (quasi) nessuno e, anzi, spesso sia più un fastidio che un aiuto nello svolgere le mansioni, anche questa cosa è arcinota.

Viste le premesse, spesso capita che di fronte ai problemi la gente brancoli nel buio ed entri nel panico. Quando non si sa da che parte sbattere il cranio, di solito arriva in soccorso l’amico “che ne sa di più”; nel caso delle aziende, si sollecita ad intervenire celermente il povero tecnico informatico, al quale poi tocca sorbirsi tutte le rimostranze del cliente per colpa di “questi computer che non funzionano mai”.

Al di là di queste cose, mai mi era capitato di leggere un messaggio del genere:

"Cercasi esperto, anche dilettante"

 

Or dunque: il problema “è grave” => sono “disperato” => mi serve “un esperto di informatica” per togliermi dai guai. Ma perché dovrebbe andar bene anche un “dilettante”?!?
Ovviamente tutta questa tiritera è stata messaggiata ad uno del mestiere. O forse no…

 

Scorci di Lecco – Agosto 2021

Metti una calda sera di agosto in giro per Lecco. Nelle zone interne della città non si incontra quasi anima viva, mentre ci sono i soliti assembramenti sul lungolago (voglia di evasione post vaccinazione anti-Covid?).
Queste sono alcune immagini di un sabato di agosto 2021, intorno alle ore 22, complice anche una splendida luna piena:

Lungolago di Lecco, vista verso il Monte Barro

Lungolago di Lecco, la luna piena fa capolino nei pressi del Monte San Martino

Lungolago di Lecco, la ruota panoramica installata nei pressi della Canottieri

Quando l’onda si frange

Il moto ondoso e le correnti di risacca hanno il brutto vizio di trascinare con loro i detriti che galleggiano in acqua. Se le spiagge sono mantenute abbastanza pulite, specie – giocoforza- nei luoghi di villeggiatura, la stessa cosa non si può dire per i porti: ovunque ci sia un approdo ecco spuntare la rumenta… uno schifo.

I frangenti si abbattono sull'approdo e trasportano la sporcizia

La sporcizia si accumula "indisturbata" negli angoli

Un pochetto di attenzione in più non guasterebbe ed eviterebbe di far storcere il naso ai passanti.

Ingrati

È sempre bello osservare le persone che si preoccupano tanto per la nostra salute e che impartiscono tanti utili consigli per conservarla al meglio. È invece meno bello, per me, rilevare come certi consigli arrivino da persone agiate (come minimo, oltre che “fortunate”) che accumulano una montagna di danari anche e soprattutto grazie ad un nugolo di sponsor che lor signori giudicano malsani…
Mi riferisco al “povero Ronaldo”, campione della nazionale portoghese di calcio, che al grido di  «Acqua, bisogna bere acqua» allontana dal tavolo la bottiglia di una famosa bibita gassata – pare che il marchio interessato ci abbia smenato un sacco di soldi per questa pubblicità negativa.
Mi riferisco anche “all’indigente Pogba”, campione della nazionale francese di calcio, che ha fatto sparire dal tavolo la bottiglia di una famosa marca di birra – qualcuno dice “per motivi religiosi”, visto che il calciatore è di fede musulmana.

Mi piacerebbe vedere questi gesti da parte di persone disinteressate, ma forse non se lo potrebbero permettere.

 

Vado di fretta

Se ne vedono sempre delle belle, oggigiorno, ma la percentuale di stranezze sale vertiginosamente se uno frequenta determinati luoghi: uno di questi è il Pronto Soccorso.

Alcuni anni fa scrissi del tizio che spingeva un carrello della spesa verso la Triage. Nel carrello era raggomitolata una signora… Lo stupore fu così tanto che non ebbi il tempo di immortalare la scena utilizzando il telefonino.
Qualche giorno fa è ricapitata una scenetta altrettanto bizzarra, sempre all’interno di un Pronto Soccorso di una cittadina del nord Italia, ma questa volta la fotocamera dello smartphone ha fatto il suo dovere:

Al Pronto Soccorso - giugno 2021

Il tizio con il monopattino doveva avere una fretta boia per infilarsi dentro la sala d’aspetto a cavallo del coso elettrico…

Comunque, dovrei smettere di frequentare certi ambienti (anche se lo faccio mio malgrado), a meno che in futuro non mi venga in mente di scrivere un libro sulle stranezze del genere umano.

La calca (ovvero: a distanza Duomo)

Anche il Gramellini non vedeva l’ora di essere citato nelle “schegge”…
Tra le righe della sua rubrica “Il Caffè” sul Corsera, il giornalista oggi ha scritto a proposito dell’assembramento di tifosi nerazzurri in piazza Duomo a Milano, dopo la vittoria dello scudetto 2021 da parte dell’Inter: «Oggi campioni, domani tamponi: e se i contagi aumenteranno?»
Ogni occasione è buona per scambiarsi i bacilli: si può già fare ben poco contro gli imbecilli, figuriamoci dopo una vittoria sportiva.

 

Gli indignados dal divanos

Oggi alla radio ho ascoltato una nuova definizione per i cosiddetti “leoni da tastiera”, cioè coloro che sbraitano su internet celandosi in maniera anonima dietro il monitor del proprio computer.

Il merito va al giornalista Antonello Piroso, ospite fisso della trasmissione “Rock & Talk” in onda su Virgin Radio, che durante la diretta di questa mattina ha così commentato una recente bufera mediatica: «(…) gli indignados dal divanos, …gli indignados indivanados, stanno seduti sui divani e twittano, e commentano, e picchiettano sul PC non avendo evidentemente niente di meglio da fare…».

Il divano non solo è più aristocratico di una seggiola ma consente di adagiare molto più comodamente le terga, facilitando il rilassamento dei muscoli, agevolando di conseguenza il libero sfogo dei pensieri provenienti dalle cavità intestine più profonde – aggiungo io.

 

La carta vetrata

Leggendo sul blog del Disinformatico del caso della simpatica canaglia di 8 anni, una bimba furba e sveglia che ha incasinato la vita della sua “classe virtuale” su Zoom per svariati giorni, mi è caduto l’occhio sul commento di un utente a margine dell’articolo:  «QUANDO, i maledetti programmatori, impareranno che i messaggi di errore del tipo: “SI E’ VERIFICATO UN ERRORE” sono utili quanto la carta vetrata in bagno al posto di quella igienica?».
Altrettando disarmante (ed eloquente) è stata la risposta del moderatore: «Il supporto tecnico di tante aziende è basato sullo scansare i problemi invece di risolverli. Devo riesumare uno dei manuali più eloquenti del settore: “We don’t support that”. L’helpdesk è appaltato a esterni che sono pagati per ogni chiamata EVASA, non per caso risolto. Risultato: l’importante è rispondere alla chiamata. Risolvere il problema è secondario e danneggia gli incassi, perché porta via tempo».

Il (mal)funzionamento del supporto tecnico nel caso della ragazzina texana è facilmente estendibile alla maggior parte delle assistenze “online” in uso un po’ ovunque in tutti i settori del commercio e non: una volta aperto il “ticket” si entra nel vortice delle verifiche infinite che non portano da nessuna parte. Se è vero che non ci si può sempre recare sul posto per gli opportuni controlli (troppi maledetti costi da sopportare per un’azienda), è altrettanto vero che spesso la chiamata all’assistenza si chiude con un “abbiamo seguito l’intera procedura prevista in questi casi”. Problema risolto? Non al Cliente, ovviamente, bensì all’operatore del Call Center…

 

Grandi manovre

I vertici del PD, orfani del loro segretario Nicola Zingaretti, stanno facendo pressioni per eleggere in tempi rapidi un successore «(…) che duri almeno un anno, che ci porti alle elezioni amministrative, che gestisca una maggioranza di governo complicata come l’attuale». Nel tentativo di superare il trauma, il sig. Dario Franceschini ha ammiccato al candidato ideale: il sig. Enrico “Slitta” Letta, cioè «(…) un segretario il più autorevole possibile che ci guidi fino al congresso».
Tra gli altri papabili sbucano anche i nomi di Piero Fassino e Anna Finocchiaro: se queste sono le pensate dei vertici, la “base” che dice?