Ingrati

È sempre bello osservare le persone che si preoccupano tanto per la nostra salute e che impartiscono tanti utili consigli per conservarla al meglio. È invece meno bello, per me, rilevare come certi consigli arrivino da persone agiate (come minimo, oltre che “fortunate”) che accumulano una montagna di danari anche e soprattutto grazie ad un nugolo di sponsor che lor signori giudicano malsani…
Mi riferisco al “povero Ronaldo”, campione della nazionale portoghese di calcio, che al grido di  «Acqua, bisogna bere acqua» allontana dal tavolo la bottiglia di una famosa bibita gassata – pare che il marchio interessato ci abbia smenato un sacco di soldi per questa pubblicità negativa.
Mi riferisco anche “all’indigente Pogba”, campione della nazionale francese di calcio, che ha fatto sparire dal tavolo la bottiglia di una famosa marca di birra – qualcuno dice “per motivi religiosi”, visto che il calciatore è di fede musulmana.

Mi piacerebbe vedere questi gesti da parte di persone disinteressate, ma forse non se lo potrebbero permettere.

 

Vado di fretta

Se ne vedono sempre delle belle, oggigiorno, ma la percentuale di stranezze sale vertiginosamente se uno frequenta determinati luoghi: uno di questi è il Pronto Soccorso.

Alcuni anni fa scrissi del tizio che spingeva un carrello della spesa verso la Triage. Nel carrello era raggomitolata una signora… Lo stupore fu così tanto che non ebbi il tempo di immortalare la scena utilizzando il telefonino.
Qualche giorno fa è ricapitata una scenetta altrettanto bizzarra, sempre all’interno di un Pronto Soccorso di una cittadina del nord Italia, ma questa volta la fotocamera dello smartphone ha fatto il suo dovere:

Al Pronto Soccorso - giugno 2021

Il tizio con il monopattino doveva avere una fretta boia per infilarsi dentro la sala d’aspetto a cavallo del coso elettrico…

Comunque, dovrei smettere di frequentare certi ambienti (anche se lo faccio mio malgrado), a meno che in futuro non mi venga in mente di scrivere un libro sulle stranezze del genere umano.

La calca (ovvero: a distanza Duomo)

Anche il Gramellini non vedeva l’ora di essere citato nelle “schegge”…
Tra le righe della sua rubrica “Il Caffè” sul Corsera, il giornalista oggi ha scritto a proposito dell’assembramento di tifosi nerazzurri in piazza Duomo a Milano, dopo la vittoria dello scudetto 2021 da parte dell’Inter: «Oggi campioni, domani tamponi: e se i contagi aumenteranno?»
Ogni occasione è buona per scambiarsi i bacilli: si può già fare ben poco contro gli imbecilli, figuriamoci dopo una vittoria sportiva.

 

Gli indignados dal divanos

Oggi alla radio ho ascoltato una nuova definizione per i cosiddetti “leoni da tastiera”, cioè coloro che sbraitano su internet celandosi in maniera anonima dietro il monitor del proprio computer.

Il merito va al giornalista Antonello Piroso, ospite fisso della trasmissione “Rock & Talk” in onda su Virgin Radio, che durante la diretta di questa mattina ha così commentato una recente bufera mediatica: «(…) gli indignados dal divanos, …gli indignados indivanados, stanno seduti sui divani e twittano, e commentano, e picchiettano sul PC non avendo evidentemente niente di meglio da fare…».

Il divano non solo è più aristocratico di una seggiola ma consente di adagiare molto più comodamente le terga, facilitando il rilassamento dei muscoli, agevolando di conseguenza il libero sfogo dei pensieri provenienti dalle cavità intestine più profonde – aggiungo io.

 

La carta vetrata

Leggendo sul blog del Disinformatico del caso della simpatica canaglia di 8 anni, una bimba furba e sveglia che ha incasinato la vita della sua “classe virtuale” su Zoom per svariati giorni, mi è caduto l’occhio sul commento di un utente a margine dell’articolo:  «QUANDO, i maledetti programmatori, impareranno che i messaggi di errore del tipo: “SI E’ VERIFICATO UN ERRORE” sono utili quanto la carta vetrata in bagno al posto di quella igienica?».
Altrettando disarmante (ed eloquente) è stata la risposta del moderatore: «Il supporto tecnico di tante aziende è basato sullo scansare i problemi invece di risolverli. Devo riesumare uno dei manuali più eloquenti del settore: “We don’t support that”. L’helpdesk è appaltato a esterni che sono pagati per ogni chiamata EVASA, non per caso risolto. Risultato: l’importante è rispondere alla chiamata. Risolvere il problema è secondario e danneggia gli incassi, perché porta via tempo».

Il (mal)funzionamento del supporto tecnico nel caso della ragazzina texana è facilmente estendibile alla maggior parte delle assistenze “online” in uso un po’ ovunque in tutti i settori del commercio e non: una volta aperto il “ticket” si entra nel vortice delle verifiche infinite che non portano da nessuna parte. Se è vero che non ci si può sempre recare sul posto per gli opportuni controlli (troppi maledetti costi da sopportare per un’azienda), è altrettanto vero che spesso la chiamata all’assistenza si chiude con un “abbiamo seguito l’intera procedura prevista in questi casi”. Problema risolto? Non al Cliente, ovviamente, bensì all’operatore del Call Center…

 

Grandi manovre

I vertici del PD, orfani del loro segretario Nicola Zingaretti, stanno facendo pressioni per eleggere in tempi rapidi un successore «(…) che duri almeno un anno, che ci porti alle elezioni amministrative, che gestisca una maggioranza di governo complicata come l’attuale». Nel tentativo di superare il trauma, il sig. Dario Franceschini ha ammiccato al candidato ideale: il sig. Enrico “Slitta” Letta, cioè «(…) un segretario il più autorevole possibile che ci guidi fino al congresso».
Tra gli altri papabili sbucano anche i nomi di Piero Fassino e Anna Finocchiaro: se queste sono le pensate dei vertici, la “base” che dice?

 

Acrobazie da circo

Prosegue da svariati mesi il periodo, diciamo così, “negativo” per il Movimento 5 Stelle, nel quale non passa giorno senza che volino stracci (l’ultimo in ordine di tempo: l’addio del maldipancista Alessandro Di Battista – affettuosamente “Dibba” per i fedelissimi dei 5S).
Dopo la fine del secondo e sempre travagliato Governo Conte, gli elettori italiani hanno assistito al solito squallido teatrino dei sostenitori per un eventuale governo Conte-ter: una volta venivano chiamati “attaccati alle poltrone” oppure voltagabbana, ultimamente addirittura “volonterosi” (sic…). Agli inizi di gennaio è stato coniato un nuovo termine: “i responsabili“. Comunque, alla fine niente da fare: Giuseppe Conte diventa ufficialmente disoccupato mentre  lo sparuto drappello di sostenitori estemporanei (ma responsabili) si scioglie come neve al sole.

Adesso tocca al Mario Draghi (ma sarà veramente un “drago”, come ha chiosato la simpatica Cesara Buonamici qualche giorno fa?), l’economista ed ex Presidente della BCE dal tocco magico, almeno fino ad ora: da quando il Presidente Mattarella lo ha incaricato per la formazione di un nuovo governo, la borsa italiana è schizzata verso l’altro, lo spread è stramazzato sotto quota cento e gli esponenti di rilievo di quasi tutti i partiti politici si sono affannati a rincorrere il nuovo Salvatore della Patria – buona parte dei grillini compresi…

Preciso come un treno giapponese, Emilio Giannelli dalle pagine del Corriere della Sera di oggi ha sintetizzato così la situazione:

Vignetta Giannelli - Corriere della Sera 12/02/2021

Come da consolidatissima tradizione italica, la situazione è drammatica ma non è seria.

 

 

 

Come ti “sorvolo” il divieto

Qualche giorno fa, tre “imprenditori brianzoli” hanno deciso di pranzare al sacco ai Piani di Artavaggio, nota località turistica lecchese. Un particolare: ognuno di essi è arrivato pilotando il proprio elicottero, probabilmente nel tentativo di aggirare i divieti di spostamento “non giustificati”.
Posso avanzare una ipotesi sull’identità di uno dei tre facoltosi turisti: sicuramente tra loro c’era il Marco Ranzani di Cantù, che non ha potuto raggiungere la zona col Porsche Cayenne per le difficoltà con il montaggio delle catene da neve…

 

Felice anno nuovo #2

Anno nuovo… soluzioni vecchio stile: Dropbox, la nota società di fornitura di spazio di archiviazione (e non solo) sul cloud, ha annunciato una tornata di licenziamenti con questa motivazione:

This reduction, while painful, is necessary to implement the new strategies we’ve shared over the last few months. (Tradotto: Questa riduzione, sebbene dolorosa, è necessaria per implementare le nuove strategie che abbiamo condiviso nel corso degli ultimi mesi.)

Normalmente la nuova strategia è una e una sola soltanto: aumentare i profitti e “tenere buoni” gli azionisti attuali e futuri dell’azienda. Sicuramente non sarà un felice inizio 2021 per i 300 e rotti lavoratori coinvolti nell’aggiustamento delle strategie aziendali, proprio in un momento in cui il termine “cloud” (associato spesso a “smart working” – complice il maledetto Covid-19) è sulla bocca di tutti: a loro va un sincero “in bocca al lupo” e l’augurio di stare possibilmente alla larga dalle volpi…

Felice anno nuovo

Questa volta l’augurio di un felice anno nuovo lo concedo a un manipolo di robot un po’ discoli: sono quelli di Boston Dynamics!

Speriamo che le evoluzioni di questi magnifici oggetti (grazie ovviamente a tutto il team tecnico che sta alle loro spalle) siano di auspicio e possano finalmente dare una spallata ai tristissimi mesi trascorsi, per proiettarci verso un futuro migliore.