Nel 2050 il mare fornira' il 15% della domanda di energia

Argomenti vari legati al settore dell'energia, in particolare alla ricerca ed utilizzo delle nuove fonti energetiche.
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Nel 2050 il mare fornira' il 15% della domanda di energia

Messaggioda Caio » 3 agosto 2010, 11:29

Pubblicata la Road Map Europea dell'Energia Oceanica 2010-2015
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Articolo tratto da: http://www.ansa.it - 03 agosto 2010, 10:33

Sfruttare la forza del mare per produrre energia è ormai realtà. In Europa una serie di progetti pilota già operativi indicano la strada per sfruttare la forza delle maree, delle correnti,delle onde E sono proprio queste ultime che offrono il maggior potenziale energetico delle acque comunitarie.

La Road Map Europea dell'Energia Oceanica 2010-2050, pubblicata dall'Associazione Europea dell'Energia Oceanica, traccia un quadro della situazione di un settore che potrebbe seguire come evoluzione quello dell'eolico offshore. Secondo le proiezioni della studio politiche adeguate di sostegno, sia nell'aiutare lo sviluppo del settore sia eliminando ostacoli di carattere tecnico e pratico, potrebbero portare ad un impennata nella produzione di energia marina dal 2020 al 2050. La potenzialità è di passare da 3,6 GW, previsti nel 2020, a 188 GW nel 2050 con installazioni lungo le coste dell'Oceano Atlantico del Mare del Nord e del Mediterraneo. Un tale sviluppo permetterà di soddisfare il 15% del consumo energetico europeo pari ad un valore di 15 miliardi di euro l'anno.

Sul fronte occupazione l'evoluzione del settore dell'energia marina potrebbe garantire, tra quarant'anni, 470.000 nuovi posti di lavoro. L'Associazione Europea dell'Energia Oceanica sollecita la creazione di una Piattaforma strategica e di una Iniziativa Europea Industriale per focalizzare sforzi e impegni di attori industriali chiave, organismi pubblici e privati e sviluppatori tecnologici. Il mercato, sostiene la lobby dell'energia marina, é ormai maturo. Si deve ora passare alle installazioni di dimostrazione, ai progetti precommerciali per poi arrivare alla fase della commercializzazione.

Intanto alcuni paesi hanno già scommesso sull'energia del mare. Nei suoi obiettivi nazionale la Gran Bretagna ha previsto di produrre dalla potenza marina 2 GWdi energia nel 2020. L'Irlanda programma di poter contare su 0,5 GW, la Francia su 0,8 GW, il Portogallo su 0,3. La Spagna confida per i suoi obiettivi nazionali in 0,1 GW di energia marina nel 2010 e, a partire dal 2015, su altri 0,5GW. Dallo studio non risulta essere prevista alcuna produzione di energia marina nel nostro paese.
Allegati
OceanVectorise2010.pdf
Oceans of Energy: European Ocean Energy Roadmap 2010-2050
(4.34 MiB) Scaricato 401 volte
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Alle isole Fiji l'energia arriverà dalle maree.

Messaggioda Ermes » 22 dicembre 2011, 16:27

4,9 milioni di dollari investiti. Progetto lanciato dalla Usp, l'Università del Sud Pacifico, e dal programma Korean international cooperation East Asia climate
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Articolo tratto da: http://www.adnkronos.com/ - 22 dicembre, ore 12:21

Suva, 22 dic. (Adnkronos) - Mare, sole e vento. Il patrimonio naturale delle isole Fiji potrebbe rivelarsi un tesoro anche in termini energetici. Ne sembra convinto il Governo locale che ha investito 4,9 milioni di dollari nel progetto lanciato dalla Usp, l'Università del Sud Pacifico, e dal programma Korean international cooperation East Asia climate, per produrre energia elettrica sfruttando le maree.

Un progetto che punta non solo a ridurre l'inquinamento e far fronte al fabbisogno energetico delle Fiji, ma che potrebbe rappresentare un modello per tutti i Paesi composti da arcipelaghi di isole dove le turbine a corrente marina (le "tidal current turbines") potrebbero sostituire i generatori diesel esistenti.

"La voce dedicata all'energia rinnovabile del programma punta a individuare le aree nelle Fiji dove mare, vento e sole possano essere utilizzati per fornire energia - dice Mohammed Ahmed, dell'Usp, come riporta il Fiji Times - per questo, sistemi di valutazione delle risorse di energie rinnovabili (i cosiddetti Ireras - Integrated renewable energy resources assessment systems) verranno installati in diverse aree per effettuare misurazioni delle fonti di energia rinnovabili".

Inoltre, nell'ambito del progetto verranno svolti monitoraggi sull'energia oceanica, mentre in alcune aree le valutazioni sul potenziale energetico delle correnti marine sono già state completate utilizzando misuratori di corrente idroelettrica.

I sistemi saranno inizialmente installati a Vanua Levu, Kadavu e vicino all'Usp per poi essere spostati in altre zone. Una volta completate le valutazioni, verranno coinvolti altri soggetti che possano aiutare e finanziare l'installazione dei dispositivi di raccolta di energia idroelettrica.
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Marine Solar Cells: energia dal mare e dal sole

Messaggioda Tizio » 4 gennaio 2012, 19:53

Un ibrido innovativo per le rinnovabili: sfruttano le onde e i raggi del sole per produrre elettricità. Contemporaneamente
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di Philip Di Salvo
Articolo tratto da: http://www.wired.it - 04 gennaio 2012

Questi pannelli solari generano energia da due differenti sorgenti allo stesso tempo: le onde del mare e i raggi del sole. L'ibridazione tra le due fonti rappresenta una novità nel settore e garantisce un 20% in più di produzione rispetto ai pannelli solari classici, grazie anche al naturale effetto di riflessione dell'acqua che consente di catturare la luce del nostro satellite due volte. Il progetto è del londinese Phil Pauley.

Gli elementi che costituiscono le Marine Solar Cells possono essere costruiti con materiali riciclabili ed essere attraccati al largo con facilità per costruire impianti energetici completamente green. Il progetto è ancora in una fase embrionale, ma rappresenta una nuova possibilità per la produzione di energia, soprattutto in aree dove il mare è spesso mosso.

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Allegati
Marine-solar-cells.jpg
I pannelli solari disposti sulla superficie dell'acqua
Marine-solar-cells.jpg (45.55 KiB) Osservato 2374 volte
Ultima modifica di admin il 1 novembre 2012, 12:50, modificato 1 volta in totale.
Motivazione: Aggiornamento causa video rimosso da Youtube
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Un parco marino per sfruttare moto ondoso, maree e correnti

Messaggioda Caio » 18 febbraio 2012, 22:34

Con una potenza di 27 GWatt per generare energia pulita dalle onde del mare.
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Articolo tratto da: ZEUS News - www.zeusnews.it - 18-02-2012

Il governo britannico ha dato il via a un piano ambizioso: realizzare un grande parco energetico marino, posto nelle acque dell'Inghilterra sudoccidentale.
Si chiamerà South West Marine Park ed entro il 2050 arriverà a una potenza installata di 27 GWatt; l'energia sarà generata grazie al moto ondoso e alle maree
.

Si estenderà da Bristol alla Cornovaglia e includerà anche le Isole Scilly; la prima "pietra" del parco sarà una centrale, posta al largo delle coste della Cornovaglia, da 10-30 MWatt.
Poi, intorno al 2018, saranno installati altri impianti da 100 MWatt per sfruttare il moto ondoso, fino al completamento atteso per il 2050.

Greg Barker, ministro per i cambiamenti climatici, è convinto che questa sia la strada giusta per produrre una grande quantità di energia elettrica in modo sostenibile: «L'energia marina possiede un ampio potenziale in Gran Bretagna, non solo nel fornire elettricità verde e ridurre le emissioni inquinanti ma anche nel creare migliaia di posti di lavoro, in un settore che può valere 15 miliardi di sterline per l'economia inglese nel 2050».

Il Regno Unito non è l'ultimo arrivato nella realizzazione di centrali energetiche in mare; ora si tratta di passare dalla sperimentazione alla realizzazione su scala commerciale di impianti che mettano in pratica le conoscenze acquisite.

A sollevare qualche obiezione sono le associazioni ambientaliste, le quali temono che l'installazione delle strutture necessarie al parco rappresenti un rischio per l'ambiente marino e che le parti in movimento costituiscano un pericolo per le forme di vita acquatiche.
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UK, energia dalle maree per centomila famiglie

Messaggioda Tizio » 3 febbraio 2014, 11:51

Un'idea di oltre 1.000 anni fa permette di generare energia in modo pulito.
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Articolo tratto da: ZEUS News - http://www.zeusnews.it - 03-02-2014

Una laguna artificiale, che racchiude una superficie pari a 11 chilometri quadrati d'acqua, può essere il mezzo per dare energia a più di 100.000 case in modo totalmente pulito.

È questa la sfida del progetto Tidal Lagoon Swansea Bay, dal costo previsto di 650 milioni di sterline e che potrebbe essere completato (una prima valutazione ambientale è già stata conclusa con esito positivo) entro il 2017 nella baia di Swansea, in Galles.

L'idea prevede la costruzione di una grande muraglia grossomodo circolare, che inizia e finisce sulla terraferma, lunga circa 10 km: è questa che realizza la laguna artificiale.

La muraglia contiene le infrastrutture necessarie per realizzare una centrale mareomotrice: sfruttando la differenza del livello dell'acqua all'interno e all'esterno della laguna, che varia in base alle maree, è possibile azionare delle turbine che generino energia elettrica.

Il concetto è antico: veniva infatti applicato già nel VII secolo per azionare le macine dei mulini; con l'alta marea si raccoglieva l'acqua in un bacino, separato dal mare (proprio come la laguna artificiale di Swansea) tramite una paratia che poi veniva chiusa. Con la bassa marea si faceva defluire l'acqua verso il mare, azionando così una ruota collegata alla macina.

I progettisti ritengono che, potendo utilizzare questo sistema sia con l'alta e con la bassa marea, si possa arrivare a produrre energia quattro volte al giorno.

Sfruttando al massimo i luoghi in cui è possibile la costruzione di questi impianti nel Regno Unito, l'ente che gestisce le acque territoriali britanniche ritiene che teoricamente si possa arrivare a generare in totale una potenza di 14 Gigawatt e 25 TWh di energia ogni anno, pari al 7% dell'attuale fabbisogno energetico britannico.

Il solo impianto della baia di Swansea potrebbe arrivare a 240 MW e 400 GWh l'anno.

Ci sono ovviamente delle obiezioni alla costruzioni di opere di questo tipo. La prima è di tipo ambientale, dato che la muraglia inevitabilmente andrà a incidere sul paesaggio ma anche sull'habitat marino, sebbene i costruttori affermino che, secondo gli studi, in realtà l'impatto sulla vita animale e vegetale sia minimo.

La seconda riguarda i costi necessari e realizzare impianti che hanno requisiti molto rigidi in quanto alla scelta dei luoghi per la loro installazione: è necessario infatti che la marea abbia un'ampiezza minima di 4 metri e che le acque non siano troppo profonde (non più di 25 metri sotto il livello medio del mare) per minimizzare i costi di costruzione. Tutto ciò si traduce nella possibilità che non si riesca a far diventare sufficientemente competitivo il costo dell'energia al kWh.

Infine occorre considerare l'opinione pubblica, che potrebbe avanzare verso le lagune artificiali obiezioni simili a quelle già sentite quando si parla di centrali eoliche.
Allegati
Swansea-Bay-Tidal-Lagoon_vista aerea.jpg
Una vista aerea della baia gallese di Swansea con tracciato il luogo della centrale mareomotrice che verrà costruito entro il 2017
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Swansea-Bay-Tidal-Lagoon_turbina.jpg
La collocazione di una turbina nell'impianto della baia di Swansea
Swansea-Bay-Tidal-Lagoon_turbina.jpg (206.03 KiB) Osservato 2272 volte
Swansea-Bay-Tidal-Lagoon.jpg
Un disegno che illustra la collocazione dell'impianto nella baia di Swansea, in Galles.
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Energia dalle correnti marine

Messaggioda Caio » 5 maggio 2014, 11:52

Potrebbero soddisfare il fabbisogno energetico mondiale.
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Articolo tratto da: ZEUS News - http://www.zeusnews.it - 04-05-2014

L'idea di utilizzare i movimenti delle acque oceaniche non è nuova: esistono diversi progetti per sfruttare le onde al fine di generare elettricità.

Ciò che Crowd Energy propone è però qualcosa di diverso: con la sua Ocean Energy Turbine vuole sfruttare le correnti oceaniche per produrre energia.

Si calcola che il potenziale delle correnti oceaniche sia enorme: appena un millesimo dell'energia potenziale che potrebbe fornire la Corrente del Golfo sarebbe sufficiente per dare alla Florida il 35% dell'energia di cui necessita, secondo uno studio del Bureau of Ocean Energy Management.

Inoltre gli impianti atti a sfruttare le correnti sarebbero sottomarini - dunque invisibili - e non soggetti ai danni del maltempo.

La turbina per la quale Crowd Energy cerca finanziamenti su Kickstarter ha tre pale poste in verticale, ognuna delle quali è dotata di lamelle in grado di muoversi, simili a quelle di una tenda veneziana.

Quando la corrente inizia a spingere, le lame si chiudono, aumentando così la superficie contro la quale la corrente impatta; quindi, con il movimento, si aprono, offrendo in tal modo meno resistenza.

La turbina inizia quindi il proprio lavoro, girando lentamente e con un impatto minimo sulla vita acquatica sottomarina, come hanno spiegato i suoi creatori.

Se la raccolta fondi avrà successo, Crows Energy potrà costruire un secondo prototipo, grazie al quale condurre test più approfonditi per iniziare poi la produzione.
Allegati
Ocean-Energy-Turbine-Crowd-Energy.jpg
La Ocean Energy Turbine ideata da Crowd Energy per generare energia sfruttando le correnti marine
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Ocean-Energy-Turbine-Crowd-Energy_in acqua.jpg
Il disegno mostra la turbina di Crowd Energy in azione immersa nell'acqua
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Energia e acqua potabile dagli oceani, ecco come

Messaggioda Tizio » 26 maggio 2015, 10:04

Sfruttando le onde si può produrre elettricità in maniera continua.
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Articolo tratto da: ZEUS News - http://www.zeusnews.it - 25-05-2015

Generare energia grazie alle onde è un'idea che da tempo affascina molti, ma l'australiano Carnegie Perth Wave Energy sostiene di aver trovato il sistema ideale.

Al largo di Perth, in Australia, è stato realizzato un impianto dimostrativo chiamato CETO 5, dal nome di una dea dell'antica Grecia (Ceto, per l'appunto).

La struttura è costituita da tre boe sommerse, collegate a delle pompe idrauliche poste sul fondo del mare; il movimento verticale delle boe, causato dal moto ondoso, spinge l'acqua alle pompe che a loro volta la inviano, ad alta pressione, a delle turbine poste sulla spiaggia; allo stesso tempo alimenta un impianto di desalinizzazione a osmosi inversa.

In alternativa - spiega l'azienda - le turbine possono essere integrate direttamente nelle boe, e tramite un cavo trasmettere a terra l'elettricità generata.

Il fatto che l'intero impianto sia sempre sommerso aiuterebbe poi a proteggere le attrezzatura, e il continuo movimento dell'acqua ne farebbe una fonte di energia più affidabile rispetto alle alternative eolica e solare.

Mentre CETO 5 continua a dare dimostrazione delle proprie capacità, Carnegie Wave ha già in progetto CETO 6, che dovrebbe essere in grado di generare una potenza quattro volte superiore a quella del predecessore.

«La cosa bella è che sappiamo che funziona» afferma Michael Ottaviano, CEO di Carnegie Wave. «La sfida adesso riguarda la scala e i costi».

Qui sotto, il video dimostrativo.

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Energia rinnovabile dalle onde, il primo impianto è pronto a partire

Messaggioda Caio » 21 ottobre 2019, 12:55

Genera fino a 1,5 MWatt.
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Articolo tratto da: ZEUS News - https://www.zeusnews.it/ - 21/10/2019

L'idea di utilizzare il movimento delle onde per generare elettricità non è certo inedita, ma finora mancava un prototipo che, in grande stile, ne dimostrasse la fattibilità.

Vigor è un'azienda dell'Oregon (USA) che s'è assunta questo compito e in collaborazione con l'irlandese Ocean Energy ha costruito OE35 Buoy, un generatore a forma di "L" che usando il moto ondoso può generare fino a 1,25 MWatt.

OE35 Buoy pesa oltre 700 tonnellate e misura 38 x 18 x 20 metri. È composto da una camera posta sotto al pelo dell'acqua e da una turbina posta in superficie; l'acqua, quando entra nella camera, spinge l'aria verso l'alto: ciò fa girare la turbina, che produce elettricità.

L'energia viene prodotta anche quando l'acqua esce: recedendo, crea un vuoto che viene riempito dall'aria, facendo nuovamente ruotare la turbina.

«Questo convertitore» - spiega John McCarthy, CEO di Ocean Energy - «è scalabile, affidabile e in grado di generare energia sostenibile per alimentare tutta una serie di applicazioni che fino a oggi era difficile rifornire».

L'impianto, che sta per essere posizionato al largo della costa dell'Oregon, verrà messo alla prova per 12 mesi. Se tutto andrà bene, OE35 Buoy e i suoi fratelli potranno innanzitutto essere usati per fornire energia alle piattaforme, agli impianti di desalinizzazione, ai datacenter marini e alle isole.
Allegati
Ocean Energy_prototipo.jpg
Un prototipo della piattaforma realizzato da Ocean Energy
Ocean Energy_prototipo.jpg (221.95 KiB) Osservato 1276 volte
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Energia blu, un prototipo per generare energia dalle acque di fiumi e mari

Messaggioda Tizio » 6 dicembre 2019, 16:51

L'energia blu può essere prodotta tramite complessi processi tecnologici quando i fiumi sfociano nei mari e l'acqua dolce incontra l'acqua salata. Oggi un team di ricerca ha creato un nuovo prototipo per farlo
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di Viola Rita, Contributor
Articolo tratto da: https://www.wired.it/ - 06/12/2019

Non c’è solo l’energia verde, oggi c’è anche l’energia blu o blue energy, un’energia che si ottiene dall’acqua. Ma come si fa a ottenerla? L’acqua di mare ha molte più cariche circolanti rispetto all’acqua dolce: quando i fiumi sfociano nei mari e l’acqua salata si incontra con l’acqua dolce, si può sfruttare questa differenza di carica per produrre energia attraverso complessi processi tecnologici. Oggi un team di ricercatori coordinati dalla Rutgers University ha sviluppato una tecnologia in grado di generare in maniera efficiente energia a partire dall’acqua. I risultati sono stati presentati al 72° meeting annuale della American Physical Society Division of Fluid Dynamic e sono raccontati in un articolo sulle pagine di Science.

Secondo gli autori l’energia blu potrebbe rappresentare una risorsa importante. Questo perché globalmente i fiumi versano nei mari 37mila chilometri cubi di acqua dolce, secondo i dati su Science. Una quantità di acqua che potrebbero generare 2,6 terawatt (miliardi di kilowatt), una quantità di energia equiparabile a quella prodotta da 2000 impianti nucleari.

Ma come si può produrre elettricità dall’acqua? Il sale è composto da ioni, che in generale sono atomi o molecole cariche – in questo caso lo ione cloruro, che ha una carica negativa, e il sodio con carica positiva. Quando il sale viene dissolto nell’acqua questi gruppi carichi che erano uniti si separano e ci sono delle cariche circolanti. Inoltre l’acqua salata possiede molti più gruppi carichi rispetto all’acqua dolce e questa differenza, quando i due diversi tipi di acqua si incontrano, può essere sfruttata per produrre energia. I modi per farlo sono complessi e richiedono l’impiego di tecnologie articolate.

Il team di ricerca, coordinato da Semith Cetindag della Rutgers, ha creato una nuova membrana, che ha una struttura sulla scala dei nanometri (milionesimi di millimetro), grande quanto un francobollo. Tramite questa membrana sono riusciti a dividere l’acqua in due canali, uno solo con cariche positive e uno con cariche negative. Hanno poi realizzato un circuito che consente di generare una corrente elettrica e dunque energia.

Ma già nel 2013 un team di ricerca francese era riuscito a ipotizzare questo processo e a creare un prototipo di membrana utile per produrre energia dall’acqua. Questa membrana avrebbe potuto generare 30 MegaWattora per un anno, una quantità di energia che teoricamente secondo gli autori francesi può soddisfare i bisogni di circa 400 abitazioni. Oggi gli scienziati della Rutgers hanno realizzato una membrana basata su tecnologie ancora più avanzate, che consente di produrre una quantità di energia 8000 volte maggiore di quella ottenuta dal gruppo francese. Questo, spiegano i ricercatori, perché i nanotubi utilizzati per la sua struttura sono molto più sottili e in questo modo le cariche vengono separate più efficientemente. E gli autori pensano che si potrebbero ottenere risultati ancora migliori.
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